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La Floriterapia per gli artisti

ISTITUTO RIZA
SCUOLA DI FLORITERAPIA DI MILANO

Tesi finale del triennio del Corso di Floriterapia anno 2004 – 2006

Titolo: LA FLORITERAPIA PER GLI ARTISTI

Autore: VALENTINA PAGANO


INDICE

PREMESSA
FIORI DI BACH E CARATTERE DEGLI ARTISTI
LA CREATIVITA’ ED IL BLOCCO CREATIVO
LA DISCIPLINA ARTISTICA
LA MANIFESTAZIONE CORPOREA
LO SPETTACOLO TEATRALE
IL LAVORO CON GLI ALTRI
UN CASO DI STUDIO
BIBLIOGRAFIA

 

PREMESSA

Alcune disarmonie che possono affliggere tutte le persone, si manifestano in modo costante ed amplificato negli artisti, a causa della particolare attività che questi ultimi svolgono.

Nel dire artista si richiamano molte categorie, accomunate da alcuni elementi, ma che possono in realtà avere esistenze, esigenze e problemi differenti. Ci sono artisti in cui la ricerca è preponderante e devono sviluppare la capacità di sentire l’ispirazione, di coglierla in solitudine (ad es. compositori, scrittori, sceneggiatori, pittori, poeti, scultori) ed altri (ad es. attori, ballerini, cantanti, musicisti), che invece si devono confrontare con altre persone ed esibirsi di fronte ad un pubblico di spettatori.

La categoria degli attori e dei cantanti si confronta con la propria voce, oltre che con la propria capacità espressiva, mentre i ballerini ed i mimi hanno un particolare rapporto con il movimento ed il corpo.

La scelta di fare l’artista e cioè seguire un passione, non è priva di rischi. Il privilegio è di fare ciò che tutti vorrebbero fare o essere, ma il costo da pagare è una vita all’insegna dell’incertezza, anche a livello economico.

Nell’aforisma 356 della Gaia Scienza Nietzsche ravvisa nello Schauspieler (il commediante, da lui contrapposto al Baumeister, l’architetto) la figura tipica, emblematica dell’epoca moderna e della “fine della storia” il commediante, vale a dire colui che sostiene un ruolo senza il coraggio di fare piani a lunga scadenza, senza saldezza e decisione, senza cioè reali capacità architettoniche di costruzione del futuro.

La Floriterapia può aiutare tutti gli artisti a crescere individualmente e professionalmente oltre che ad entrare in contatto o a ritrovare la creatività.

I rimedi floreali che verranno indicati come soluzione alle possibili disarmonie appartengono a vari repertori con cui ho lavorato: Fiori di Bach, Fiori Californiani, Flower Essences Australiani, Rimedi australiani del Bush, Flos Animi Italiani, Fiori Himalayani.

I - FIORI DI BACH E CARATTERE DEGLI ARTISTI

Edward Bach ha individuato rimedi floreali che rappresentano archetipi essenziali, in quanto portano informazioni archetipiche di personalità base. Tra queste personalità base si individuano alcuni dei caratteri che possono ritrovarsi tra gli artisti.

La personalità Agrimony (Agrimonia) è caratterizzata dal fatto che la persona è apparentemente imperturbabile, serena e sorridente, ma in realtà nasconde enormi tormenti. Si potrebbe dire che l’artista in scena si mostra in un modo e dietro le quinte in un altro e che ha bisogno più che mai di prodursi e rappresentarsi davanti ad un pubblico, a degli spettatori.

L’uomo come essere concreto, in carne ed ossa non è più importante, conta solo la sua rappresentazione pubblica, dove la verità si presenta solo come verità pubblica. Il soggetto dimentica che la sua essenza è quella di essere e non quella di rappresentarsi e sembra adattarsi perfettamente alle richieste del mondo sociale, quando in realtà è tormentato interiormente da ansie e timori, che lo sopraffanno quando rimane solo.

Come il profumo gradevole di albicocca dell’agrimonia attira gli insetti, le persone agrimony attirano a sé le altre persone, rivelando una estrema ansia di piacere e di accettazione. La natura di alcune attività artistiche o l’enorme fama portano inevitabilmente, al di là di come è strutturata la persona, a vivere un dualismo tra il sé pubblico ed il sé privato. Si attribuisce grande importanza all’impressione esterna che si dà. La mancata integrazione tra i due aspetti può essere causa di depressione endogena e l’artista si trova ad essere incapace di stare da solo.

I giornali hanno reso nota la situazione di un noto cantante che non è capace di dormire da solo e pretende di avere qualcuno vicino tutte le sere. La persona agrimony ha bisogno di continua euforia ed è preda dei problemi che generalmente rimuove e che cerca di dominare abbandonandosi a comportamenti eccessivi quali mangiare, fumare o peggio assumendo alcool, sostanze stupefacenti o psicofarmaci.

Il rimedio, che è l’ansiolitico del sistema Bach, aiuta a togliere la maschera che si indossa con il mondo, accettando le proprie parti ombra.

La personalità Clematis (Clematide) è tipica dell’artista che ha sempre la testa tra le nuvole, immerso nel suo mondo di creatività. Può essere più facilmente un poeta, un compositore, uno scrittore. L’artista non si trova a suo agio con il mondo materiale, dal quale si distrae facilmente, attraverso una fuga nella fantasia. Le relazioni con gli altri e le loro richieste pratiche possono diventare insostenibili per un tipo Clematis.

Quest’ultimo non ha interesse per il presente e per gli aspetti pratici di gestione della attività, o più banalmente della organizzazione della vita, che passano in secondo piano rispetto alla sua arte. Lungi dall’essere radicati, la sua energia è tutta nella testa.

Riporto un brano di Fernando Pessoa che individua un carattere Clematis “Non ho fatto altro che sognare. Questo, e questo soltanto, è sempre stato il senso della mia vita. Non ho mai avuto altra preoccupazione vera se non la mia vita interiore. I più grandi dolori della mia vita sfumano quando, aprendo la finestra che si affaccia sulla strada del mio sogno e guardando il suo andamento, posso dimenticare me stesso. Non ho mai voluto essere altro che un sognatore. Non ho mai concesso attenzione a coloro che mi parlavano della vita. Sono appartenuto solo a ciò che non esiste dove io esisto e a ciò che non ho mai potuto essere”1.

Il rimedio Clematis armonizza la persona riportando l’energia anche verso il basso e consentendo un migliore rapporto con il corpo, con gli altri, con le attività quotidiane, ampliando le possibilità di uno sviluppo dell’artista, al quale viene data, oltre alla già presente capacità creativa, anche la capacità di muoversi nel mondo, aumentando così le possibilità di successo personale e sociale.

Il carattere Heather (Erica) tra gli artisti si manifesta con un bisogno estremo di esibizione, con un “pubblico” che prenda conoscenza dei loro problemi, i quali sono percepiti come terribilmente importanti e seri o delle loro azioni eroiche giornaliere. L’Heather è quello che parla instancabilmente di se stesso, completamente preso da sé e non è in grado di ascoltare quello che dicono gli altri.

L’artista arriva a credere di avere, come unica risorsa, l’attenzione e la dedizione dell’ambiente circostante, come conferma addirittura della sua stessa esistenza. Il mondo diventa soltanto uno specchio di se stesso e della sua interpretazione delle cose che avvengono.

Si tratta di un atteggiamento infantile da bambino bisognoso (il “needy child”), che si nutre dell’energia degli altri. La solitudine quindi diventa, come per Agrimony, uno stato insopportabile. Anche heather può eccedere con il cibo in quanto riempie un vuoto mangiando per solitudine.

Più l’individuo in heather negativo cerca di ottenere l’attenzione degli altri, più se ne trova privato. La ragione è che senza volerlo la persona risulta invadente, possessiva e non vi è reciprocità con gli altri. Assumendo il rimedio il soggetto migliora il rapporto con gli altri, riuscendo anche ad interessarsi dei loro problemi e smettendo di incentrare tutto su di sé, con la capacità che si rivela quando sono in stato di equilibrio, di riuscire ad immedesimarsi nell’ascoltare l’altro, almeno quanto prima si concentrava su se stesso.

Water Violet (Violetta d’acqua – Bach) e' il fiore adatto a chi ama la solitudine e prende le distanze dagli altri. La personalità Water Violet è orgogliosa, superiore, quieta, ritirata, evita le discussioni, fiduciosa in se stessa, indipendente, sta in disparte, non si mescola agli altri, è libero dalle opinioni degli altri, spesso e' intelligente e dotato.

La persona è capace, pacifica, riservata, sa cosa vuole, può sembrare altera, è condiscendente, tollerante, non interferisce mai con gli affari degli altri e non tollera interferenze. Se ha un dispiacere non lo comunica, ma lo tiene dentro in silenzio Lo sguardo è sempre rivolto all'interno. Relativamente alla comunicatività si può rilevare che tende a parlare poco, a bassa voce, risultando distaccata, affascinante.

Globalmente un artista water violet ha un'aria di mistero, con enigmatici silenzi ed imperscrutabili sorrisi. Si muove con grazia, delicatezza, spesso i suoi occhi sfuggono allo sguardo dell'interlocutore, ascolta ma difficilmente parla di sé, esprime una opinione o prende una posizione.

Se qualcuno fa un torto il tipo Water Violet, non reagisce, non porta rancore, non si vendica, semplicemente cancella la persona dalla sua vita. Nei rapporti di relazione questa personalità ha dei problemi, perché il distacco è troppo eccessivo, non riesce a manifestare il suo affetto, ama ma non lo dimostra.

Il tipo Water Violet è murato nella sua solitudine, crede di non aver bisogno degli altri, si annoia con gli altri, ha difficoltà ad entrare in relazione, ad esprimere i propri sentimenti è egoista, desidera la perfezione, ha una stima di sé oltre il normale, spesso è convenzionale nei rapporti interpersonali. Difetta di immaginazione, di fantasia, di creatività, è presuntuoso, saccente, prova repulsione per gli altri ma si autocontrolla, si isola caparbiamente dal mondo.

Il fiore aiuta a scongelare la personalità, a farla scendere dal piedistallo, chiunque ha qualcosa da offrirci, aiuta ad allargare la propria prospettiva a trovare qualcosa di buono in tutto ciò che ci circonda, libera dall'egoismo, facilita la comunione spirituale, dona equilibrio, umiltà, rilassa, dona amabilità, dolcezza, sintonia con gli altri.

II - LA CREATIVITA’ ED IL BLOCCO CREATIVO

Quando si parla di creatività il pensiero corre generalmente al genio, all’ispirazione, ad individui di straordinario talento e di eccelse capacità intellettuali ed artistiche. In realtà in tutto l’Universo la creazione, come apparizione del nuovo, è in costante ed incessante attività.

Ogni organismo vivente crea e quindi tutti gli esseri umani creano. Se L’Universo è la sorgente, appare evidente come il patrimonio cui accedere sia illimitato. Per l’artista la creatività è la base della sua attività.

Apparentemente, soltanto alcune categorie di artisti sembrano chiamate in causa: scrittori, sceneggiatori, autori, registi, disegnatori, pittori, scultori, compositori, coreografi. In realtà la creatività interviene anche ogni volta che un artista esegue un pezzo già creato, cosicché possono essere creativi anche gli attori, i comici, i ballerini, i mimi, i musicisti, i cantanti.

Anche l’improvvisazione appartiene all’atto creativo e necessita di capacità recettive di quanto esiste intorno e di adattamento ed elasticità.

L’idea di creatività come atteggiamento mentale proprio degli esseri umani è un concetto relativamente recente, in quanto per secoli, l’atto del creare è stato a lungo percepito come attributo esclusivo della divinità.

La creatività è rinnovamento, cambiamento, trasformazione. La creatività e la vita hanno molto in comune e quest’ultima crea e ricrea se stessa ovunque. Definire la creatività è cercare di definire la vita, che è un flusso incessante di esperienze, che vengono recepite dai sensi e che vengono utilizzate per costruire il proprio mondo. In ogni essere umano esiste una potenzialità creativa infinita, infiniti orizzonti di espansione possibile inviolati, cui si può accedere perfezionando la capacità di aprire i canali sensoriali e percepire l’esistenza, facendo risuonare ciò che già esiste a livello profondo sin dalla nostra creazione.

Favoriscono il substrato dell’atto creativo umano la curiosità, la concentrazione, la capacità di lasciar affiorare la coscienza, la mancanza di giudizio, la liberazione da vecchi schemi, abitudini ed automatismi, che impediscono ogni fluire ed infine l’attenzione.

Si può parlare di una attenzione “disattenta”, in cui lo stato della coscienza si abbassa e si dilata. La qualità della creazione è sempre proporzionale alla capacità di riconoscere ed accogliere la vita, dono che scaturisce dall’attenzione senza giudizio al piacere presente, che è un atto di connessione al tutto.

Per Melanie Klein la radice della creatività si ritrova nel bisogno di ricostruire l’oggetto buono distrutto nella fase depressiva, mentre per Freud la creatività è un tentativo di risolvere un conflitto generato da pulsioni istintive biologiche non scaricate (impulsi sessuali od arcaiche pulsioni come odio, gelosia e invidia), perciò i desideri insoddisfatti sono la forza motrice della fantasia ed alimentano i sogni notturni e quelli ad occhi aperti.

Freud esalta il sopravvento del principio di realtà su quello di piacere e individua l’obiettivo più nobile che un essere umano possa assegnarsi nella capacità di posticipare la gratificazione sessuale, sublimando gli impulsi erotici per reinvestirne le energie nella creatività e in apporti di avanzamento sociale2.

Per Winnicott la creatività consiste nel mantenere nel corso della vita qualcosa che appartiene all’esperienza infantile: la capacità di creare e ricreare il mondo. E’ l’onnipotenza del pensiero propria dell’età infantile.

Per Melanie Klein il seno buono che nutre e dà inizio al rapporto amoroso con la madre rappresenta l’istinto di vita e viene sentito anche come la prima manifestazione della creatività3.
La creatività è per sua natura ciclica. A momenti di grande fertilità e vitalità, seguono periodi apparentemente silenti, bui, aridi, che possono essere fonte per gli artisti di enormi dubbi circa l’esistenza del loro talento e che portano sfiducia nel futuro. In realtà queste pause creative sono fisiologiche e in quella stasi esteriore si nasconde un incessante lavoro a livello inconscio e profondo, che porterà a galla nuovo materiale elaborato e sintetizzato.

L’accettazione fiduciosa di questi momenti è sicuramente una strategia, atta ad evitare inutili tensioni e colpevolizzazioni.

Spesso può essere difficile accettare di rimanere passivi e comprendere che non è possibile sopperire con il senso del dovere e lo sforzo: “Molte volte non voglio accettare, non so accettare che non è il momento giusto. Ma qual è il momento giusto? Spesso mi dico infantilmente: dai, fai uno sforzo, comincia a scrivere. Vedrai che poi… vedrai che ce la farai. Anch’io che combatto un simile pensiero talvolta ne rimango prigioniero. Faccio sforzi per essere creativo. Mi metto a scrivere un articolo, non mi viene, insisto, insisto ancora… Non accetto che l’articolo possa scriversi dentro di me, non accetto che le cose possano formarsi dentro la mia anima e da lì riconvertirsi nella forma a lei e a me più adatta”.4

Altri artisti hanno bisogno di avere una scadenza per riuscire a concentrarsi ed essere produttivi. Si dice che il compositore Donizetti fosse schiavo della politica della “fretta”, mentre tra gli autori dei giorni nostri Vasco Rossi afferma “E’ la creatività che a me viene solo quando sono con le spalle al muro”. Ancora, a volte è la pressione di un’idea che diventa ripetitiva: Lucian Freud, grande pittore britannico vivente (ottantenne) ha dichiarato che l’ossessione per il soggetto è l’unico impulso necessario al pittore per mettersi al lavoro.

Quando tuttavia il momento “off” si prolunga troppo, allora ci si trova di fronte ad un vero e proprio blocco creativo. Mentre la quiete creativa è calma profonda e porta calore, la stasi creativa assomiglia al ghiaccio, che deve sciogliersi per divenire acqua e scorrere.

Quando l’artista non riesce a creare possono esserci diverse cause:

1) La persona rimane legata a vecchi schemi e ad abitudini che la soffocano, impedendo la ricezione del nuovo e che la portano a cristallizzarsi in un ruolo. La persona avverte paura all’idea di affrontare un cambiamento, che può essere una vaga paura di perdere qualcosa o di fallire, sentendosi più sicura a continuare nello stesso identico modo, sotterrando così il proprio talento ed accantonando le proprie capacità. Già Stanislavskij, nel suo metodo reso celebre da Lee Strasberg all’Actor’s Studio di New York, aveva individuato il pericolo di ogni cristallizzazione e di ogni irrigidimento teorico.

E’ proprio l’irrigidimento, il fermarsi alle “ricette” facilmente riproducibili e immediatamente trasformabili in “luoghi comuni”, che rischia di paralizzare la creatività. L’artista necessita per la sua sopravvivenza di una apertura alla sfida, al superamento, all’adattamento dinamico e di una serena messa in discussione di se stesso, delle proprie pigrizie e abitudini personali e culturali. Assumendo il rimedio della Betulla, (Betula alba - Flos Animi) l’artista che non riesce a dar vita ad un rinnovamento, perché è imbrigliato in vecchie abitudini e comportamenti ormai automatici, che gli impediscono di sperimentare sensazioni nuove e fresche emozioni e di concedersi pensieri originali, finalmente si libera dei vecchi schemi e dei limiti e si apre a nuovi percorsi.

Per la tendenza al ristagno, alla inattività, alla stasi Cayenne (Peperoncino bianco - Cal.) è il rimedio d’eccellenza che agisce sulla incapacità di superare i blocchi, sulla paura del cambiamento, sulla tendenza a rimanere fermi sulla stessa prospettiva. Dà una spinta nella realizzazione di un progetto quando tutto è fermo. L’artista spesso rimane legato a vecchi schemi, incapace di lasciar fluire il nuovo.

Per essere in comunicazione con l’arte occorre rinnovarsi, introdurre variazioni e innovazioni. Spesso la persona non è nemmeno consapevole di essere prigioniera delle vecchie abitudini. Anche Pinguicola (Pinguicola vulgaris - Flos Animi) – si rivela efficacissimo nelle situazioni di chiusura, di stasi, in cui sembra non esistere una via d’uscita, questo rimedio dà la possibilità di avere nuove ed inaspettate visioni della vita.

Permette di uscire da una condizione di immobilità in cui tutto appare immobile, per ritrovare l’azione, recuperare il movimento ed aprire porte che sembravano chiuse o di cui non si conosce l’esistenza.

Un grosso lavoro sull’apertura della mente a nuovi concetti viene stimolato da Bahuinia (Lysiphyllum Cunninghamii - Austr. Bush), che aiuta la persona diventare mentalmente più flessibile, ampliare la visione del mondo con idee più aperte e a considerare nuovi punti di vista. Un altro rimedio di apertura è Bottlebrush – (Callistenon Linearis - Austr. Bush), che aiuta a spazzare via il passato, inducendo la persona ad accogliere nuove esperienze e nuove situazioni.

L’artista può perdere il contatto con l’io interiore ed identificarsi sempre di più con le attività che svolge, con il suo ruolo, soprattutto quando i ritmi sono intensi e la vita è sovraccarica di impegni e caotica. In questo caso Indian Pink (Silene Californiana – Cal.) aiuta ad ancorarsi al proprio centro interiore, spesso attraverso la capacità che grazie a questo fiore si acquisisce, di rimanere inattivi. Possono giovare anche la meditazione ed il silenzio.

Sagebrush (Artemisia tridentata - Cal.) dà una scossa all’artista che rimane bloccato nel suo ruolo sociale, ormai concentrato solo sul successo e sul denaro, su ciò che possiede. Il rimedio aiuta a superare vecchi modelli di comportamento, ridona fiducia in ciò che si è, riporta al centro di sé. L’essenza migliora il discernimento tra ciò che è illusorio e superfluo, ridimensiona il valore del denaro, del potere e del successo.

2) Manca l’ispirazione, ovvero l’artista non riesce a sentire e a connettersi con la sua parte interiore, a vedere e ad ascoltare la propria musa. L’arte nasce nel momento dell’incontro con l’io creativo, con la propria verità ed originalità, attraverso una connessione autentica.

Un fiore che aiuta a ristabilire il contatto con le proprie emozioni e guide è Cerato (Piombaggine - Bach), del repertorio Bach, attraverso il contatto con il sé profondo e l’aumento dell’attività onirica. Il sogno è infatti una fonte meravigliosa e magica di ispirazione. Iris (Iris – Cal.) per chi si sente inaridito per mancanza di idee, aiuta ad essere ispirati e ritrovare il contatto con il proprio cuore e quindi la propria musa, a colorare la propria vita. Con Iris si riesce a realizzare il proprio talento artistico.

3) La persona ha lavorato troppo e la creatività non fluisce per esaurimento delle risorse psicofisiche; in questa situazione viene in aiuto il rimedio Aloe Vera (Aloe Vera o Barbadensis – Cal.) per chi ha bruciato le proprie energie vitali per troppo lavoro fisico od emotivo. Il fiore riattiva la circolazione energetica restituendo vitalità creativa, “…agisce in modo particolare sul sistema nervoso e sul chakra del cuore, li riequilibra e li rivitalizza, favorendo l’integrazione tra l’energia vitale e quella spirituale…Agisce anche sul corpo eterico ed elimina i blocchi che hanno lacerato il campo energetico della persona”5.

In alternativa all’Aloe si possono assumere Oak (Quercia – Bach) che aiuta a non eccedere, a concedersi delle pause di riposo, delle distrazioni, a non essere troppo severi con se stessi, a riconoscere i propri limiti, ad accettarsi anche con i propri difetti. ed Olive (Ulivo – Bach) che e' in grado di dare nuova e insospettata energia, rinforza il sistema immunitario, rivitalizza l'organismo, fortifica il corpo, ridona gusto per l'esistenza, dona salute e pace.

Banskia Robur (Banskia Robur – Austr. Bush) è adatto per le persone che sono semplicemente soggette ad una perdita di energia, ma che si sentono avvilite, frustrate, depresse ed esasperate per la mancanza di vitalità. Macrocarpa (Eucalyptus macrocarpa – Austr. Bush) rinnova l’entusiasmo e l’energia di chi è esausto dopo un grande sforzo per raggiungere una meta.

Un rimedio combinato con più essenze è Energy (Austr. Bush) per chi è spossato, scoraggiato e limitato dalla corporeità, aiuta ad eliminare la sensazione di blocco o di limitazione fisica, stimolando le ghiandole surrenali e la tiroide.
Dal punto di vista della rinascita creativa si rivelano efficacissimi i rimedi Himalayani.

Ne parlo qui perché si tratta di rimedi strettamente legati all’energia dell’individuo, attraverso i sette chakra più importanti nel corpo umano (i sette vortici energetici che regolano organi, funzioni corrispondenti e stati emotivi e mentali), che possono essere bloccati, impedendo all’energia di circolare liberamente.

In particolare ho spesso utilizzato:
- Down to Earth (Leycestra formosa e Calanthe tricarinata – Him.) interviene sciogliendo i blocchi del primo chakra, ripristinando il livello di energia dell’organismo quando c’è sterilità, rigidità, durezza, aridità. Il rimedio è legato al primo chakra che, infatti, presiede al bisogno di conoscenza, di autoconoscenza, alla curiosità intellettuale e al bisogno di esplorare l’infinito.

- Well Being (Erysimum Melicentae – Him.) ripristina l’equilibrio psicofisico ed emotivo, stimola il potere personale, la creatività ed il relazionarsi con il mondo esterno: Il fiore è legato al secondo chakra, che presiede alle emozioni, ai sentimenti, al gusto della vita, alla voluttà, al desiderio, alle sensazioni. Esiste, come esaminerò più avanti una stretta connessione tra piacere, gioco e creatività.

- Strenght (Ranunculus Lingua – Him.) agisce su terzo chakra (che presiede alla realizzazione della volontà personale, del proprio progetto originario, alla propria posizione nel mondo) sviluppando la determinazione, il coraggio delle proprie idee e delle proprie azioni, il senso di responsabilità e la capacità di concretizzare il pensiero nell’azione. Aiuta inoltre a sbarazzarsi degli schemi estranei alla propria natura.

- Autenticity (Delphinum Incanum- Him.) scioglie la paura di esprimere il proprio pensiero, le emozioni, la propria volontà, sviluppa l’espressione verbale, il senso estetico, sviluppa la comunicazione e facilita l’adattamento alle nuove situazioni e la paura di cambiare. Il rimedio influisce sul quinto chakra, che sul piano psichico regola la comunicazione, la capacità di relazionarsi agli altri, di abbandonarsi al sentimento, di percepire e realizzare un tono espressivo appropriato ad ogni particolare circostanza.

- Clarity (Aquilegia Pubiflora) è il fiore del sesto chakra (che presiede all’attività di conoscere, percepire, è il luogo dove prendono forma le intuizioni creative) ed attiva l’intuizione, aumenta la chiarezza, affina le percezioni.

4) La persona applica criteri severissimi su quanto produce e attraverso l’autocritica blocca il flusso creativo. La nostra cultura occidentale ci insegna che essere negativi equivalga ad essere realisti e che essere positivi favorisca invece l’illusione. Si tratta di un ostacolo interno molto dannoso e di enorme potere bloccante.

All’idea di poter avere qualche successo si provano sensi di colpa e se il successo arriva questo coabita con un desiderio di fuga e la sensazione di aver imbrogliato. Questo “dubbio segreto” è in grado di boicottare la creatività, inquinando le sensazioni e l’intuito. Pine (Pino Silvestre – Bach) è il fiore che agisce contro il senso di colpa, l’autocritica e le autorecriminazioni incessanti dell’artista perfezionista, che pensa di non meritarsi successo e fama o semplicemente che pretende troppo da se stesso.

Quando la persona sbaglia (o ritiene di aver sbagliato) si autofustiga e sta malissimo. Rock Water (Acqua di roccia – Bach) è perfezionista e si martirizza.

L’artista può anche subire il giudizio degli altri, reale o presunto, o la competizione, facendosi paralizzare dall’ansia da prestazione. Il pittore Joan Mirò affermò dopo aver visitato il Louvre la prima volta “…Quando arrivai al Louvre rimasi totalmente spiazzato, paralizzato. Per tre o quattro mesi non sono stato capace di dipingere. I miei compagni si mettevano al lavoro, così naturalmente. Io in fondo ero contento della mia incapacità, era la prova della scossa che avevo ricevuto…”. Il confronto con gli altri può però essere controproducente.

Ogni artista è un mondo a sé e quindi avrà i propri tempi. Ci potrà essere chi scrive o dipinge di continuo, chi stacca la spina ogni tanto e si dedicherà ad altre cose. Nessuno dei due modi è sbagliato, ma solo differente.

Goldenrod (Verga d’oro - Cal.) è di sostegno a chi è influenzabile, sempre alla ricerca dell’approvazione, e tendente a far propri i progetti degli altri. Il rimedio aiuta a trovare se stessi e a capire quali sono le proprie reali esigenze.

5) L’idea c’è, ma non si riesce a convertirla in parole od immagini, a concretizzarla. Clematis (Clematide - Bach) è il fiore più adatto per rendere l’idea concreta, realizzarla e tradurla in arte visibile. Così anche la Primula – (Primula vulgaris – Flos Animi) è indicata per coloro che vogliono tradurre i loro sogni - desideri in realtà, applicando concretezza. L’artista che può giovarsi del rimedio si muove con ingenuità e superficialità, non sapendo operare valutazioni di realtà, non valutando le proprie forze o quelle degli altri.

Indian Paintbrush (Castilleja Miniata – Cal.) facilita l’espressione della creatività. Per concretizzare l’ispirazione, scrivere ciò cui si pensa da tanto tempo, comporre, dipingere. Il fiore ristabilisce un collegamento armonico tra il corpo e l’anima, tra le energie della terra e quelle del cielo, mantenendo costante l’intensità del lavoro creativo e favorisce l’espressione dei potenziali artistici. Inoltre il rimedio è adatto a chi ha difficoltà a sostenere lo sforzo creativo e l’impegno psicofisico che esso comporta.

Blackberry (Rovo – Cal.) è il rimedio per l’incapacità di concretizzare gli obiettivi. Ci sono ostacoli nel progetto che non si realizza, si è inconcludenti, ci si deprime. Come scrive Pessoa “Tutti sognano…Quello che distingue le persone le une dalle altre è la forza di farcela”6.

Il fiore aiuta a non rinunciare, a trovare la forza per realizzarsi. Mountain Pride (Penstemon newberry - Cal.) efficacissimo anche in combinazione con Blackberry, aiuta a lottare, dona capacità di azione da guerriero, aumenta il coraggio.

6) L’artista rinuncia per disistima e senso di inadeguatezza. Può in questo caso essere di grande aiuto per la svolta creativa, Larch (Larice – Bach) per la mancanza di fiducia in se stessi, per la paura di fallire che blocca la riuscita. La persona sente che non avrà successo e non ci prova nemmeno, mentre sarebbe perfettamente capace.

L’artista ha una eccessiva ammirazione per gli altri, che percepisce migliori di lui, è eccessivamente sensibile alle critiche e ai rimproveri e regisce con una depressione generale. Anche Buttercup (Ranuncolo giallo – Cal.) può essere di aiuto per complessi di inferiorità, svalutazione, non accettazione di sé ed insicurezza, mentre la Potentilla (Potentilla aurea – Flos animi) aiuta a credere in se stessi, ad avere fiducia nelle proprie possibilità e nel proprio valore, eliminando condizionamenti negativi e voci interiori che sminuiscono e bloccano.

Un ulteriore rimedio è Turkey Bush (Calytrix extipulata Austr. Bush) per chi ha un blocco creativo causato dalla perdita di fiducia nelle proprie capacità. Il rimedio riporta ispirazione, creatività e rinnova la fiducia nelle proprie capacità artistiche.

7) Non c’è creatività per mancanza di costanza e risolutezza nei fini. Tansy (Tanaceto Giallo – Cal.) La persona, per pigrizia, è incapace di sfruttare le proprie capacità e diventa apatica, incostante, svogliata. Possono essere presi in considerazione anche Jacaranda (Jacaranda mimosaefolia – Austr. Bush), che dona lucidità mentale, decisione e concentrazione a chi comincia dei progetti ma si lascia distrarre da altre informazioni e non riesce a portare a termine nulla e Peach Flowered Tea Tree (Leptospermum squarrosum – Austr. Bush) per rafforzare la volontà di continuare qualcosa iniziata con entusiasmo e in cui si è perso interesse.

8) La creatività non può sgorgare in quanto c’è un eccessivo utilizzo della mente e non si riescono a fermare i pensieri della corteccia, non si riesce a rilassarsi. Con White Chestnut (Ippocastano - Bach) il turbine ripetitivo dei pensieri ed il continuo rimuginare su fatti banali, vengono placati e si infonde nella persona uno stato di calma. Anche il Rododendro (Rhododendron ferrugineum – Flos Animi) aiuta ad uscire dalla nebbia e dal rumore dei pensieri tormentati, aumentando la consapevolezza e portando il silenzio interiore.

Essere creativi significa “andare dall’altra parte”, cioè trovare uno stato di quiete dove si possa ascoltare la voce chiara del dio creativo. Per farlo bisogna attivare la “mente artistica” che risiede nell’emisfero destro ed armonizzarla con la “mente logica” che si trova nell’emisfero sinistro.

La mente logica ordina e crea delle categorie, mentre la mente artistica pensa per immagini e sfumature, tramite associazioni. Qui vive l’inventore, il bambino che gioca liberamente, spazi infiniti dove nulla inizia e finisce, dove non vi sono né spazio, né tempo. Attraverso le funzioni dell’emisfero destro noi comprendiamo le metafore, sogniamo, creiamo nuove aggregazioni di idee, usiamo l’intuito e abbiamo delle illuminazioni improvvise.

L’emisfero destro, il sognatore, l’artefice, l’artista, nel nostro sistema educativo è largamente trascurato: a esso non si insegna quasi nulla. Una maggior funzionalità si otterrebbe attraverso corsi di immaginazione, visualizzazione, tecniche di percezione spaziale, di intuizione, di inventiva. Possono essere utilizzate anche tecniche di riequilibrio degli emisferi, quali ad es. la meditazione o la kinesiologia.

Una volta integrata l’attività dei due emisferi si può entrare in stato di quiete in contatto con la propria saggezza interiore. “Le ricerche scientifiche sulle funzioni degli emisferi cerebrali e sulla elaborazione dei dati visivi hanno dimostrato che la capacità di disegnare dipende dalla possibilità di accedere all’emisfero destro, “disattivando” in certa misura la metà sinistra (verbale) del cervello e “attivando” la metà destra”7.

Vengono in aiuto anche i rimedi floriterapici: Schleranthus (Bach) per riequilibrare gli
Emisferi e Bush Fuchsia (Epacris longiflora - Austr. Bush) è il rimedio per le difficoltà di apprendimento e per l’incapacità di bilanciare il lato logico e razionale con quello istintivo e creativo, per l’impossibilità di percepire o seguire l’istinto e per la dislessia.

Tutte queste disarmonie derivano prevalentemente dagli squilibri tra l’emisfero destro e quello sinistro. Il fiore agisce bilanciando i due emisferi e accrescendo la chiarezza di linguaggio, la comunicazione. Si ottengono miglioramenti anche nella voce, che da monotona diventa vitale. L’essenza è adatta anche a prepararsi ad uno spettacolo o ad una audizione per ottimizzare la prestazione.

Hound’s Tongue (Cinoglosso – Cal.), detta anche volgarmente lingua di cane, armonizza l’immaginazione ed il pensiero razionale.

9) Spesso il blocco è causato da uno sproporzionato senso del dovere, che viene applicato ad ogni sfera della vita, rendendo tutto grigio ed incolore. Abbiamo già sottolineato come sia inutile tentare di compiere l’attività creativa attraverso lo sforzo e quindi con il dovere. In realtà l’atto creativo non può che trarre origine dal piacere, dalla curiosità, dal gioco senza scopo o finalismo e dall’attenzione alla bellezza.

La nostra musa più potente è il bambino che è in noi. Nell’attività ludica la creatività cresce come una pianta rigogliosa. Come dice Jung “La creazione di qualcosa di nuovo non viene compiuta dall’intelletto, ma dall’istinto al gioco che viene mosso da una necessità interiore.

La mente creativa gioca con gli oggetti che ama”.
L’artista può essere aiutato da alcuni rimedi floriterapici che hanno la caratteristica di risvegliare il “bambino interiore” e la sua immensa creatività. Zinnia (Zinnia - Cal.) è il rimedio adatto per le persone che sono molto serie, tristi, noiose e rigide, troppo cerebrali. Favorisce l’allegria e la gioia, aiuta a ricollegarsi con il bambino interiore, accende il gioco e quindi la creatività.

Tra i rimedi australiani del Bush anche Little Flannel Flower (Actinotus minor) permette di esprimere la giocosità, la gioia, la voglia di divertirsi, la libertà di pensiero. Anche il Pesco (Prunus persica – Flos animi) si rivela un rimedio elettivo per coloro che sono portati ad agire spinti dal senso del dovere, più che dal piacere, attivando la spensieratezza, l’ottimismo, l’allegria e la gioia.

III - LA DISCIPLINA ARTISTICA

Quando la creatività fa la sua comparsa deve trovare l’artista pronto a saperla cogliere e realizzare, tramite una certa padronanza delle tecniche della rispettiva disciplina, sviluppate con l’applicazione costante. Determinazione, memoria, studio, capacità di concentrazione e di assimilazione si rivelano quindi determinanti. Il pensiero logico e sistematico propri dell’emisfero sinistro assumono notevole rilevanza, così anche l’attenzione e l’osservazione della vita quotidiana.

Una recitazione solo d’istinto risulta non essere mai costante, quindi deve essere integrata da un lavoro che sviluppi le capacità di memoria e di applicazione delle tecniche, tuttavia la fantasia deve essere attiva e costantemente allenata, così come la memoria emotiva, che fa riprovare tutti i sentimenti vissuti.

Altrettanto importanti sono una buona qualità di vita, intensa, ricca di fantasie ed emozioni, il contatto con la natura, il praticare esercizio fisico e tecniche di rilassamento. Il sonno deve essere adeguato insieme ad una sana alimentazione, in cui la caffeina, lo zucchero e le bevande alcoliche sono ridotte al minimo.

La Floriterapia può intervenire in questa fase impegnativa della vita dell’artista con parecchi rimedi floreali coadiuvanti: - con Chestnut Bud (Gemma di Ippocastano - Bach) si restituisce la capacita' di osservare la realtà, di fare tesoro degli aspetti negativi, delle esperienze vissute per riaffrontare la vita con nuovo interesse ed equilibrio, per cambiare, per spezzare la ripetitività e ad andare verso nuove possibilità, il fiore promuove la consapevolezza, la riflessione; con Madia (Madia elegans - Cal.) che favorisce il recupero della energia psichica, prima dispersa, aiutando l’artista nella memorizzazione, nell’intensità e chiarezza di pensiero ed in caso di deconcentrazione da stanchezza mentale; Paw Paw (Carica Papaia – Austr. Bush) invece aiuta l’artista ad assimilare meglio le nuove informazioni e dona chiarezza e concentrazione; il Limone (Citrus limonum – Flos Animi) è il rimedio della presenza, dell’attenzione e dell’acuta osservazione di ciò che esiste qui ed ora; Red Lily (Giglio rosso - Austr. Bush) produce la sensazione di essere focalizzati nel presente, favorisce la concentrazione; Peppermint (Menta – Cal.) agisce contro la pigrizia mentale, rinfrescando la mente. Infine la essenza combinata Concentration (Austr. Bush) dona concentrazione e chiarezza in attività di studio e lavorative, favorisce il contatto con il proprio io intuitivo e cognitivo, oltre ad integrare idee ed informazioni.

Non mancano artisti che conducono esistenze sregolate, intense e sono sopraffatti, spossati dalla assunzione di innumerevoli impegni quotidiani che provocano congestione sensoriale e confusione mentale per eccesso di stimoli esterni. Questi ultimi possono trarre giovamento da Dill (Aneto – Cal.) in quanto si tratta di un rimedio equilibrante emozionale ed eterico che induce nella persona stati di coscienza più sereni, maggior obiettività e chiarezza, favorendo una assimilazione corretta delle esperienze intense vissute.

Come ho già accennato, nelle personalità agrimony e heather è possibile che si possa instaurare un pericoloso meccanismo di dipendenza da sostanze stimolanti o allucinogene. Nella comune esperienza la creatività e i comportamenti eccessivi sono spesso associati all’assunzione di tali sostanze (i poeti maledetti con l’assenzio, la Beat Generation tra cui ad esempio A. Artaud, W. Burroughs, J. Kerouac con l’Lsd ed il peyote, l’alcool, i grandi gruppi pop e rock anch’essi con varie droghe ed alcool). Il soggetto inizia ad abusare di sostanze anche per paura od incapacità di accedere alla sua interiorità creativa.

Attraverso l’effetto inebriante di alcune droghe o quello di estrema lucidità di altre, riesce a far sgorgare il flusso creativo, dilatando la propria sensibilità artificialmente. L’LSD fu negli anni ’60 una delle bandiere del movimento hippie e venne sperimentato da molti artisti ed intellettuali come veicolo creativo per la produzione artistica.

I Beatles riportarono la loro esperienza nel pezzo “Lucy in the Sky with Diamonds”, da cui si evidenzia l’acronimo LSD. L’LSD ha effetti a livello psicologico, provocando alterazione della coscienza, perdita di consapevolezza e lucidità, riduzione dei riflessi psico-fisici, alterazioni nella memoria, impossibilità di concentrazione, difficoltà di incapacità di eloquio, depressione, euforia e, a dosi medio/elevate o alla prima assunzione panico, ansia, allucinazioni visive e sensoriali, distorsione della consapevolezza del tempo, dello spazio e del sé (perdita dell’io).

Inoltre anche molto tempo dopo l’assunzione della droga si possono sperimentare i cosiddetti flashback, riprovando le stesse sensazioni, incluse le allucinazioni, pur senza aver assunto la droga da tempo (anche anni). Si possono manifestare disturbi mentali, schizofrenia o depressione e casi di psicosi indotta in persone giudicate sane prima dell’assunzione (non si sa se sia l’LSD ad indurre queste psicosi o se inneschi una slatentizzazione, cioè porti alla luce condizioni nascoste che avrebbero potuto manifestarsi comunque).

Il limite è che la creatività sgorghi impetuosamente soltanto con le alterazioni dello stato di coscienza indotte dalle droghe e dall’alcool, sempre finchè non ci siano danni invalidanti al fisico ed alla psiche od addirittura conseguenze ben più drammatiche. Le droghe possono uccidere infatti ben altro oltre alla creatività. L’effetto della droga non è uno sviluppo della coscienza, bensì una regressione.

Si può credere che essere “sobri” possa significare perdere la creatività, ma non è affatto così. Come abbiamo già visto esiste una meravigliosa via alternativa per contattare ed ascoltare il dio della creatività, assumendosi la responsabilità di utilizzare da soli tutte le proprie potenzialità, con il vantaggio di non dipendere più da nulla di esterno e nemmeno dal proprio umore.

Rimane il fatto che una volta caduti nella trappola della dipendenza sia impegnativo riuscire a liberarsene. Qui vengono in aiuto numerosi rimedi: oltre che ad agrimony, heather, aspen, anche Morning Glory (Ipomea – Cal.) aiuta a liberarsi dalle droghe e dall’alcool, restituendo ritmo a psiche e corpo. Anche Milkweed (Asclepia – Cal.) è adatto per tutti i tipi di dipendenza, in particolare per le persone con una emotività fragile, che con l’assunzione di droghe si rendono incapaci di assumersi responsabilità e che hanno un equilibrio personale instabile. Dona forza positiva all’io e rende capaci di affrontare le difficoltà.

Red Lily (Nelumbo nucifera – Austr. Bush) può essere usato da chi soffre degli effetti dannosi dati dalla assunzione di droga (in particolare LSD e funghi allucinogeni), ottenendo un bilanciamento materiale e spirituale.

Spesso gli artisti viaggiano molto, spostandosi incessantemente da una località ad un’altra, dormendo ogni notte in un hotel diverso, mangiando tardi la notte e conoscendo continuamente nuove persone. Si richiede loro quindi una grande adattabilità, che può essere favorita da alcuni aiuti floreali: per i viaggi, al fine di evitare episodi di nausea in automobile, treno od aereo e per annullare gli effetti del jet-lag si può assumere Schleranthus (Centograni annuo – Bach) o l’essenza australiana combinata Travel (Austr. Bush). Anche con Walnut si facilita l’adattamento in tutte le situazioni nuove e con le nuove conoscenze.

Per gli artisti che sono più produttivi la notte o per quelli che hanno spettacoli serali e fanno poi fatica a addormentarsi e conseguentemente a svegliarsi la mattina, Hops bush (Austr. Flower Essence) favorisce un miglior adattamento ai ritmi, senza dover ricorrere a stimolanti (caffè, sigarette) per affrontare la giornata.

IV - LA MANIFESTAZIONE CORPOREA

Per arrivare alla realizzazione del sé creativo, un passaggio fondamentale per alcune categorie di artisti è rappresentato dal perfezionamento del fisico in tutti i suoi aspetti in quanto il corpo e la voce, attraverso il loro movimento e vibrazione, devono essere in grado di esprimere e comunicare al meglio le sensazioni interiori e di lasciare scorrere l’energia che attraversa il corpo.
Importantissima funzione in scena hanno il modo di camminare e muoversi (nel modo più naturale e sciolto possibile), la voce (relazione tra respiro e pensiero), la dizione ed il tempo-ritmo (sviluppando una sorta di metronomo interiore).

Ogni individuo ha una propria preziosa pre-espressività naturale che lo caratterizza in modo particolare, ma della quale l’artista deve imparare ad avere consapevolezza. La conoscenza di se stesso coinvolge la sua corporeità e fisicità, oltre ai sentimenti ed al pensiero in una consapevolezza globale a livello motorio dei propri mezzi di movimento e a livello affettivo delle modalità di espressione dei sentimenti. Emile Jaques Dalcroze ha trovato un metodo di autodisciplina con L’Euritmica.

Dalcroze, professore a Ginevra, ha infatti sviluppato le teorie del movimento individuate da François Delsarte (che nel suo "sistema di estetica applicata" considerava l'uomo come un'unità trinitaria inscindibile di corpo-anima-intelletto e correlava le sue manifestazioni espressive all'attività interiore delle sensazioni), in un sistema di esercitazione della sensibilità musicale, atto a stimolare la traduzione del ritmo in movimenti fisici e denominato ginnastica ritmica (euritmia).

Nel 1911 egli ha fondato a Hellerau, vicino a Dresda, il suo Istituto di ritmo applicato, dove ha trasmesso la sua disciplina a numerosi danzatori, come Marie Rambert, Hanya Holm, Mary Wigman, Yvonne Georgi ed i suoi insegnamenti si sono rivelati fondamentali per lo sviluppo della danza libera europea. Stanislavskij sosteneva che chi non padroneggia il ritmo non potrà mai dominare il mondo delle azioni fisiche.

Lo studio del tempo è parte integrante e fondamentale dello studio dell’artista teatrale: evidentemente nel caso di una battuta comica, la precisione dei tempo e ritmo nella parola e nell’azione determina la riuscita di una scena e spesso dell’intera rappresentazione. La ritmicità aiuta a superare il limite di sentirsi solo davanti ad un uditorio, provando il benessere fisico della fiducia in se stesso, attraverso voce, sguardo, postura e coerenza tra linguaggio verbale e non verbale.

Per la danza è necessario poi un perfetto rapporto tra le varie posizioni del corpo durante i vari passaggi e le figure coreografiche, attraverso una esasperata e continua vigilanza ed attenzione alle componenti fisiche da utilizzare e una fluidità ed adeguatezza di movimenti, leggerezza, naturalezza. Quando la persona ha la sensazione di essere goffa, impacciata e sgraziata, non si sente a proprio agio con se stessa, per la mancanza di coordinazione e la mancanza di leggerezza nei movimenti, Dogwood (Corniolo – Cal.) è di grande aiuto.

E’ infatti un fiore per tutti gli artisti che hanno a che fare con la corporeità e in particolare gli attori in scena, i ballerini, i mimi, i trasformisti. Il fiore dona armonia fisica e psichica, logica coerenza delle azioni fisiche e fluidità.

Altre disarmonie che si manifestano nel corpo sono la anoressia e la bulimia, nonché tutte le gradazioni di BED (Bad Eating Disorders). Tra i fattori predisponenti c’è il fatto di appartenere ad un gruppo sociale “a rischio” per il controllo del peso e tra i fattori scatenanti il fatto di sottoporsi a diete ferree.

Nella danza classica, contrariamente al flamenco e ad altri tipi di danza (danza medioorientale ed in generale latinoamericana), è richiesta la magrezza.

Il modello estetico imposto da Balanchine (direttore dell’American Ballet e del New York City Ballet) nella prima metà del ‘900 per le danzatrici di danza classica e moderna è un esempio eclatante di quanto rilievo abbia assunto in certe discipline artistiche l’immagine corporea: la danzatrice ideale è una silfide, con gambe lunghe e magre, fisico asciutto e tonico, muscoli guizzanti, in un elegante connubio di fragilità quasi ultraterrena e tenacia. Questo modello porta le ballerine ad essere magre oltre le loro possibilità, costringendole a coniugare l’aspetto fisico fragile e androgino con la prestanza atletica.

Ma nel mondo del balletto la leggerezza del corpo costituisce un imperativo e l’ambiente competitivo richiede la magrezza come requisito indispensabile al successo e tante artiste, troppe, si costringono al sacrificio totale, con una alimentazione fortemente restrittiva. Tale condizione non può protrarsi per molto tempo. A lunghe fasi di dieta dimagrante (per es. durante una tournèe) segue come compensazione un periodo di eccessi alimentari, seguito da vomito (autoindotto o meno) ed utilizzo di lassativi per impedire la crescita di peso.

Nel 1997 Heidi Guenther, ballerina del Boston Ballet muore stroncata da infarto a causa di una gravemente insufficiente alimentazione. I rischi di questa dura disciplina, che non risparmia, sono: problemi cardiaci, amenorrea, disturbi tiroidei, osteoporosi.

Marta Romagna, prima Ballerina della Scala afferma in una intervista “Ci sono casi di anoressia nella Scuola di Ballo, ma alle ragazze dico…la ballerina magrissima non va più di moda! Basta. E’ bello vedere una danzatrice con linee armoniche e che sia in grado di essere fluida sul palco”.

Ancora entrano in gioco i fiori già esaminati rock water per l’eccessiva e fanatica applicazione di regole ed il perfezionismo.

Anche Pretty Face (Triteleia - Cal.) è un fiore adatto a placare l’ansia rispetto al proprio aspetto fisico, alla paura di invecchiare e di non piacere. Il fiore lega alla bellezza interiore, non solo alla apparenza esterna donando la capacità di accettazione ai cambiamenti che non fanno più corrispondere ad un modello.

V - LO SPETTACOLO TEATRALE

Alcune categorie di artisti, tra cui cantanti, musicisti, attori, ballerini, mimi, hanno a che fare con la rappresentazione teatrale e cioè quell’evento che si verifica ogni qual volta ci sia una relazione tra una persona che agisce dal vivo e degli spettatori che dal vivo ne seguano le azioni ed in cui venga utilizzata una combinazione variabile di parola, gestualità, musica, danza, vocalità, suono e, potenzialmente, di ogni altro elemento proveniente dalle altre arti performative.

Il cinema definisce l’attore nella sua prestazione artistica, fissandola per sempre sulla pellicola, mentre nel teatro tutte le volte si deve ricreare la magia e la ricerca della perfezione in un processo sempre nuovo.

Si tratta di un’esperienza transitoria ed unica, in cui si incontrano il tempo dell’esecuzione e quello della fruizione.

Il contatto più difficile è quello con il pubblico, con il quale dovrebbe stabilirsi una certa complicità, ma invece può svilupparsi una forte ed irrazionale paura per quest’incontro con un pubblico, un’ansia anticipatoria tanto forte che se ne immaginano vividamente le conseguenze terrificanti e che viene comunemente chiamata “ansia da palcoscenico”.

L’artista riconosce che la sua paura è eccessiva ed irragionevole, ma la paura del pubblico, del giudizio negativo e della potenziale umiliazione, diventa così pervasiva che si rende impossibile iniziare o proseguire la performance. Vi può essere una forte associazione dell’ansia con altri problemi psichiatrici, compreso l’abuso di sostanze e la depressione.

La persona deve imparare ad utilizzare l’energia che scaturisce dalla paura o dalla rabbia per muoversi, rinnovarsi, ascoltare, sollevarsi.
Il rimedio primo per l’ansia da palcoscenico è Rock Rose (Eliantemo - Bach). Questo fiore agisce su chi vive nel panico. Si tratta di uno stato non permanente di paura, apprensione e preoccupazione, in cui l’artista vive in modo viscerale la situazione.

Ogni volta che il terrore paralizza la persona ci sono anche sintomi fisici, quali tachicardia, aumento di pressione, tremore, dilatazione delle pupille, sudorazione, nausea, secchezza delle fauci, vuoto di memoria, derealizzazione (sensazione di irrealtà) e depersonalizzazione (sensazione di essere distaccati da se stessi). Dal punto di vista comportamentale si possono manifestare in via graduata tentativi di fuga.

Altri rimedi efficaci nelle crisi di grave entità, quando il livello di ansia e paura si elevi fino a diventare terrore e panico assoluto ed immobilizzante, sono: Grey Spider Flower (Grevillea buxiflolia - Austr. Bush), che agisce velocemente calmando la persona ed aiutandola a riprendere la calma, il Rescue Remedy (Bach) ed Emergency (essenza combinata Austr. Bush) che ha anch’esso effetto calmante sul fisico e sulle emozioni.

Le bevande alcoliche sono probabilmente la sostanza più usata per l’alleviamento dell’ansia, ma gli effetti collaterali (l’alcool è un potente depressivo e provoca assuefazione e danni fisici) mettono in guardia dall’abusare di tale sostanza.
Vorrei sottolineare la circostanza che molti artisti ricorrono a farmaci ansiolitici (come le benzodiazepine, beta-bloccanti) che diventano una sorta di “coperta di Linus”. Le benzodiazepine e altri farmaci anti ansia bloccano la sintomatologia dello stato d’ansia, ma non le reali cause ed inoltre portano assuefazione e dipendenza psicologica.

Un’indagine condotta nel 1987 dalla Conferenza Internazionale dei musicisti delle Orchestre Sinfoniche rivelò che il 27% dei suoi aderenti aveva fatto uso di beta-bloccanti. I musicisti ricorrono a questi farmaci non solo per tranquillizzarsi, ma per migliorare la loro performance. Si può quindi proprio parlare di “doping” della musica, infatti, i beta-bloccanti riducono la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna, il sudore e il tremore alle mani, consentendo prestazioni impeccabili.

La cocaina è la droga che viene utilizzata per affrontare meglio la performance, può chiamarsi la droga dell'efficienza, anzi della super-efficienza. E' un po' questa la fama che accompagna la cocaina. Efficienza, però, fino a un certo punto. Dopo ripetuti consumi agli effetti stupefacenti si accompagnano ansia, ipereccitabilità ed insonnia. Quando l’effetto stupefacente si dissolve c’è un crollo generale, accompagnato da depressione, bisogno di dormire e totale esaurimento.

Con la floriterapia è possibile ottenere effetti benefici sulle prestazioni artistiche senza le pesanti controindicazioni delle droghe o dei medicinali.

Nelle situazioni di ansia, nervosismo e paura lieve, legate allo spettacolo (quasi sempre presente in caso di debutto) o ad un provino alcuni rimedi si rivelano straordinariamente efficaci per ritrovare il coraggio e la fiducia in se stessi: così Mimulus (Mimolo - Bach) per chi ha paure lievi e specifiche, Dog Rose (Bauera rubioides - Austr. Bush) per paurosi insicuri, timidi ed apprensivi e per chi è assillato da timori infondati ed eccessiva ansia, che con il rimedio acquisisce confidenza con il proprio mondo interiore e maggiore libertà di espressione, mentre il Pioppo Nero (Populus nigra – Flos Animi) dona capacità di affrontare le situazioni difficili, intraprendenza e forza. Ed ancora Trumpet Vine (Bignonia – Cal.) scioglie l’ansia che si esprime nella comunicazione di fronte ad un pubblico, che fa balbettare, parlare a voce bassa, incespicare, esitare con le parole. Per gli attori può essere di grande aiuto per interpretare la loro parte in modo personalizzato e creativo, mentre Chamomile (Camomilla – Cal.) placa il nervosismo, la ipereccitazione, ed a livello fisico la tensione, il mal di testa ed il mal di stomaco.

Alcuni rimedi sostengono l’artista durante la performance: Cosmos – (Cosmea - Cal.) aiuta a parlare in pubblico, organizzando e sintetizzando il pensiero, Bush Fuchsia (già esaminato) dona chiarezza di linguaggio e favorisce la comunicazione. La voce diventa vitale e melodiosa, Red Grevillea (Grevillea speciosa – Austr. Bush) è in grado di bilanciare l’articolazione temporo-mandibolare, consentendo una più efficiente fluenza verbale.

Fluent expression (essenza composta - Austr. Bush) apre il cuore e libera la voce. Ispira e dona calma e gentilezza all’espressione creativa ed emotiva. Dona coraggio e lucidità nell’affrontare la performance, migliorando il timbro, il tono rende la voce melodiosa. Anche Elm (Olmo - Bach) è adatto a persone capaci, abili, che normalmente sono all’altezza della propria mansione, ma che attraversano momenti di insicurezza. Può giovare anche in questa situazione Larch (Larice - Bach) in caso di poca autostima e sfiducia in se stessi, paura di fallire, di non riuscire.

A volte l’artista è bloccato dall’ansia di prestazione, dall’ipersensibilità e dal bisogno di approvazione. In questo caso si può assumere Golden Yarrow (Achillea gialla – Cal.), che è l’essenza degli artisti che si bloccano davanti al pubblico o quando devono esporre le proprie opere. Fiore di protezione energetica, indicato per le persone di grande sensibilità, che hanno difficoltà a rimanere aperte agli altri senza compromettere il loro equilibrio interiore, che quindi tendono a vivere in disparte o in isolamento.

Assumendo il rimedio la persona si protegge dalla influenza degli altri e non teme più di aprirsi troppo, di esprimersi in pubblico, di essere visibile e vulnerabile e di essere giudicato o ferito dagli altri. Ed ancora, per l’ipersensibilità, l’artista può assumere Garlic (Aglio - Cal.), ottenendo un rinforzo dell’energia vitale e una protezione nei confronti dell’ambiente. Anche qui c’è paura del giudizio degli altri.

Il fiore rappresenta la capacità di superare la paura e di esprimere pienamente le proprie potenzialità con volontà e determinazione. Il fiore dell’aglio libera il corpo astrale dalle forme pensiero negative ed agisce sulle insicurezze e sulle paure che paralizzano la volontà ed indeboliscono o esauriscono la forza vitale.

La differenza con Mimulus è che non si tratta di paure puramente mentali. Il rimedio dona forza d’animo e vitalità fisica, favorendo il collegamento con la parte spirituale più elevata dell’essere e stimola la volontà nell’azione positiva.

Molto importante rimane anche nel momento della performance l’idea del gioco, che naturalmente si combina meravigliosamente con la professionalità. In molte lingue, come il francese (jouer), l’inglese (to play) ed il tedesco (spielen) il verbo “recitare” coincide con il verbo “giocare”. Il termine italiano, invece, pone l’accento sulla finzione, sulla ripetizione del gesto o della parola (“citare due volte”).

Ancora una volta entrano in gioco i rimedi Zinnia, Pesco e Little Flannel Flower, che favoriscono il risveglio dell’attività ludica.

Importante è anche il rilassamento psicofisico. La tensione e lo sforzo muscolare disturbano il lavoro interiore e la rievocazione delle esperienze vissute. Si deve riuscire ad individuare i punti di tensione e a rilassarli, in modo da utilizzare solo i muscoli necessari al movimento. In caso di estrema contrattura muscolare, che corrisponde ad una forte tensione mentale si possono assumere Dandelion - (Tarassaco – cal.) e Crowea (Crowea saligna – Austr. Bush), quest’ultimo ha anche azione specifica sullo stomaco, sui tendini, sulle patologie psicofisiologiche come l’asma, migliorando gli spasmi bronchiali, la contrattilità del diaframma e dei muscoli intercostali.

VI - IL LAVORO CON GLI ALTRI

Alcuni artisti (attori, registi, ballerini, musicisti, cantanti) si trovano a lavorare con gruppi di persone con le quali passano molto tempo, non soltanto il momento dello spettacolo, ma anche tutto il periodo delle prove e spesso anche le tournèe teatrali (che possono durare sei mesi ed oltre) o anche i mesi che occorrono per girare un film.

Gli artisti si trovano così ad avere quindi una sorta di nuova famiglia, con la quale mangiano, dormono, lavorano, escono nei momenti di pausa. Possono esserci costumisti, scenografi, macchinisti, attrezzisti, sarti, direttori di scena, trovarobe, parrucchieri, truccatori, colleghi, tecnici audio e luci, manager. Questi rapporti, possono risultare gravosi se nascono tensioni o se si sente il bisogno di starsene un po’ per conto proprio.

Soltanto alcune categorie di artisti (ad es. pittori, scultori o scrittori) nella manifestazione massima della loro creatività possono trovarsi in piena solitudine.

Alcuni artisti lavorano in coppia, in trio o in quartetto. Ciò implica un costante adattamento ai tempi altrui sul palcoscenico, durante le prove, nei momenti creativi, nella vita quotidiana ed in tour dove la vicinanza è ancora più stretta.
Nell’improvvisazione teatrale gli attori poi non seguono un copione definito, ma recitano improvvisando.

Se non si tratta di un monologo le caratteristiche fondamentali dell’improvvisazione teatrale sono il lavoro di gruppo, la comunicatività, la creatività spontanea e la capacità di prendersi dei rischi, poiché gli attori non hanno neppure la conoscenza di cosa faranno i loro compagni in scena. Importanti sono anche la rapidità nel prendere decisioni e l’adattamento alle situazioni assolutamente impreviste che si possono verificare durante lo spettacolo.

Così possono giovare rimedi floreali che aiutano i rapporti sociali e la comunicazione come Quaking grass (Sonaglino - Cal.), per chi è troppo individualista o ha uno sproporzionato senso di sé ed ha quindi difficoltà ad interagire con il gruppo. Il rimedio californiano è di grande aiuto per imparare ad ascoltare i bisogni degli altri, sviluppa l’abilità di ascoltare e lavorare con flessibilità in situazioni di gruppo, senza perdere la propria individualità ed originalità. Amplifica la capacità di adattamento alla vita comunitaria, stimolando cooperazione, tolleranza reciproca, armonia e coscienza sociale. Il rimedio può essere assunto dal singolo individuo o anche da tutti i componenti del gruppo.

Attori, showman, anchorman di sesso maschile e femminile identificano per lo più il proprio valore con la visibilità e si nutrono dell’adorazione del pubblico. Il desiderio di apparire, essere sovraesposti in video, farsi venerare su un piedistallo virtuale aumenta il senso di sé. In realtà quell’apparente io forte è sempre alla ricerca di conferme e rischia di rimanere fondamentalmente insicuro e si trova ad essere sempre meno capace di avere relazioni sincere, rapporti concreti e profondi e reciprocità di affetti. Si crea invece una rete di conoscenze superficiali e funzionali.

In questa situazione il Sambuco (Sambucus nigra – Flos Animi) aiuta la vera comunicazione con gli altri e la partecipazione gioiosa alla vita. Le persone seriose od introverse, possono abbandonare il disagio della solitudine e vivere rapporti profondi ed autentici. Favorisce la comunicazione autentica e sincera che porta alla comprensione e a rapporti più profondi.

Spesso l’insofferenza ed il nervosismo di fronte ai tempi differenti degli altri prendono il sopravvento. Se poi l’artista è già di carattere un tipo impatiens il rimedio sarà ancora più necessario. Così Impatiens (Balsamina o Non mi toccare – Bach) aiuta a armonizzare la velocità della mente con l’ambiente circostante, che sembra invece loro molto lento.

Gli artisti impatiens preferirebbero addirittura lavorare da soli e svolgere il lavoro con i loro tempi, senza intromissioni dall’esterno, sviluppando un forte bisogno di indipendenza. Sono anche molto suscettibili alle critiche, per cui reagiscono con impeto con scoppi d’ira che si esauriscono tuttavia quasi subito.

Il rimedio Beech (Faggio rosso – Bach) è adatto a coloro che, con un atteggiamento critico ed arrogante, esprimono nei confronti degli altri giudizi molto severi e mostrano di non avere la minima capacità di immedesimazione nei sentimenti e nelle situazioni altrui. Soltanto le loro azioni sono giuste e i rapporti con gli altri diventano difficili. Spesso nello stato Beech si vede negli altri ciò che non si vede in se stessi, in quanto si proiettano le proprie problematiche.

Assumendo il rimedio l’artista riesce ad essere tollerante, grazie ad un allentamento della rigidità interiore e a comprendere che gli altri hanno una loro unicità. Anche Slender Rice Flower (Pimelea Linifolia – Austr. Bush) favorisce la armonia, la sinergia e la cooperazione in gruppo, aiutando le persone a relazionarsi con umanità.

In certe situazioni la persona può non riuscire a dire di no o a far valere la propria opinione. I questo caso può essere sostenuto da Centaury (Centaurea – Bach). A volte l’adattamento agli altri è inevitabile, in questo caso Geraldton Wax (Austr. Flower Essence) per le persone che sono costrette ad adattarsi ai desideri degli altri e che per questo si sentono frustrate ed in trappola.
Walnut (Noce – Bach) protegge dalle influenze sottili, forma un'aura protettiva intorno alla persona, tenendo lontano le negatività, nei periodi di cambiamento. Il fiore aiuta ad essere stabili, non influenzabili, a non essere scettici o pessimisti, si prendono in considerazione i pareri altrui mantenendo pero' la propria idea senza farsi suggestionare. Dona stabilità, sicurezza, calma, buon senso pratico, equilibrio, stabilità, libera dai legami con il passato. Aiuta la ripresa della propria autonomia, si accettano con maggiore serenità i mutamenti imposti dalle circostanze.

Water violet (Violetta d’acqua – Bach) aiuta a scongelare la personalità, a farla scendere dal piedistallo, fa comprendere che si può imparare dagli altri in quanto chiunque ha qualcosa da offrirci, aiuta ad allargare la propria prospettiva a trovare qualcosa di buono in tutto ciò che ci circonda, libera dall'egoismo, facilita la comunione spirituale, dona equilibrio, umiltà, rilassa, dona amabilità, dolcezza, sintonia con gli altri.

Per le difficoltà ad inserirsi in un gruppo di lavoro e quando i rapporti interpersonali risultano difficili l’artista può giovarsi di Sweet Pee (Pisello selvatico - Cal.) e di Tall Mulla Mulla (Austr. Bush), fiore che aiuta a sentirsi a proprio agio e sicuri in mezzo ad altre persone. Incoraggia le relazioni sociali.

Il rapporto con gli altri artisti può essere improntato ad invidia e gelosia per gli altrui successi. L’invidia può essere un indizio dell’esistenza di un blocco creativo, in quanto si perde energia a guardare, invidiare e criticare gli altri, ma si evita accuratamente di concentrarsi sul proprio lavoro, impedendo così l’evoluzione creativa e la propra trasformazione. Possono venire in aiuto rimedi come Holly (Agrifoglio - Bach) che sviluppa il potenziale affettivo, dona la capacità di amare se stessi e gli altri, riequilibra il tono dell'umore, elimina la tensione in chi sta sempre in guardia, aiuta ad eliminare il proprio potenziale negativo, i sentimenti negativi, a valutare il bisogno di amore, sviluppa le qualità della amicizia, del perdono e della generosità, della disponibilità, della onestà, della gioia., nonché il Gelsomino (Jasminum officinale - Flos Animi) che sostiene coloro i quali hanno la tendenza ad incolpare persone o situazioni di ciò che accade loro e che rifiutano di accettare la propria responsabilità. Il rimedio porta alla coscienza difetti ed errori personali e a ricondurre lo sguardo verso se stessi, senza rancori e risentimenti.

VII - UN CASO DI STUDIO

Rachele arriva nel mio studio un giorno di luglio in cui fa molto caldo, ma lei non rivela alcuna fatica, anzi sembra fresca e riposata. La guardo bene, è una bella ragazza, alta, curata, snella.
Rachele, che è scrittrice e autrice, mi racconta che il motivo per cui ha deciso di venire da me e provare ad utilizzare la floriterapia è perché non riesce più a scrivere e sente di avere un blocco creativo, ha paura di fallire, ha paura di disperdere le sue energie in tante attività.

Lei, quarta figlia, femmina dopo tre fratelli maschi è cresciuta in una famiglia in cui il valore principale è quello del denaro. L’unica soluzione per lei sarebbe stata quella di diventare quadrata, seria, trovare un buon lavoro e guadagnare molto. I fratelli si sono laureti in ingegneria ed economia e commercio.

Rachele sente però che qualcosa in lei non va in quella direzione e comincia a scrivere e a dipingere, adattando la sua forza creativa ed essendo brava a scuola, portando a casa voti eccelsi. I genitori tollerano queste sue attività come ludiche e marginali, quasi inopportune, giudicandole una stranezza della figlia.

La figlia fa di tutto per compiacere il padre commercialista e arriva a laurearsi in economia e commercio. Quando inizia a lavorare in uno studio commercialista sente prorompente lo scollamento tra la sua vita reale e la sua vita sognata, tra il dover essere così quadrata e la sua fantasia.

Trova il coraggio di mettersi a scrivere per un giornale riuscendo a ritagliarsi un suo spazio e inizia a scrivere un romanzo.

L’aspetto economico però non è sufficiente. Inizia a mettere in discussione la sua scelta, pensa che forse dovrebbe tornare sui suoi passi e fare un lavoro come quello del padre, ma sente di dover continuare ad essere “artista”, senza dover sacrificare la sua fantasia.

Le paure la bloccano e viene da me. Mi dice di trovarsi in un periodo in cui la vita le appare piatta, senza colori. Tutto le sembra difficile, le sembra di non riuscire ad indirizzare le energie e di disperdersi in mille attività. Le risulta impossibile ricontattare la forza dell’intuito e della ispirazione creativa. I restanti aspetti della vita vanno bene, ha un fidanzato con cui convive ed il rapporto è appagante.

Rachele ha l’aria tipica della sognatrice, appare poco radicata. Individuo alcuni fiori che mi vengono subito alla mente attraverso il colloquio: clematis per aiutare il radicamento e la manifestazione nella realtà, pinguicola per aiutarla a superare lo stallo, primula per aiutarla a non rimanere in superficie, ma essere consapevole, betulla per la creatività, wild oat per il senso di dispersione, well being per riattivare il secondo chakra della creatività, biancospino per aiutarla a liberarsi dai condizionamenti, riconoscere i suoi obiettivi ed esprimere ciò che desidera veramente per sé, larch per aumentare la fiducia nelle sue capacità, cerato per riuscire ad ascoltare la sua interiorità.

Faccio sdraiare Rachele sul lettino, la faccio respirare profondamente, le dico di sentire il suo corpo. Mi dice che non sente le gambe e i piedi, mentre ha un forte mal di testa. Rachele mi dice anche che visualizza un muro di cemento.

Le metto un paio di gocce di ciascun fiore sul settimo chakra, sulla sommità della testa e lascio il tempo affinchè ciascun fiore agisca.

Quando le chiedo cosa può fare con il muro che ha di fronte, sorprendentemente non ci si arrampica, non tenta di scalarlo o di aggirarlo, ma dice di vedersi mentre lo dipinge con colori bellissimi.

La ragazza inizia poi ad avvertire un formicolio ai piedi, segno che l’energia sta spostandosi verso il basso, dalla testa giù nel corpo.

La seduta continua per circa un’ora. Al termine Rachele si sente bene, il mal di testa è sparito, mentre sente voglia di scrivere e di dipingere.
Visualizza una luce bianca che la avvolge e sente molta energia anche a livello del cuore.

Effettuo il test kinesiologico con i fiori con cui ho lavorato e alcuni non sono già più necessari: le prescrivo l’assunzione di clematis, pinguicola, primula, betulla, larch, cerato.

Rachele assume il rimedio prescritto e da subito avverte che qualcosa dentro di lei è cambiato. Mi telefona qualche giorno dopo entusiasta dei fiori e di se stessa. Continua l’assunzione per un paio di mesi, riprende a scrivere con serenità, non ha più dubbi, dipinge e scrive, rimettendo mano al suo romanzo ed affrontando le nuove sfide del lavoro con fiducia e serenità.

Il caso descritto si è rivelato un successo. La persona non aveva un grave disequilibrio, ma era rimasta bloccata da circa un anno, in cui nulla sgorgava naturalmente. I fiori hanno risolto il problema in modo quasi istantaneo e duraturo.

BIBILIOGRAFIA

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Knickerbocker C. – Intervista con William Burroughs – Minimum Fax 1998;

Marchianò G. – La Creatività – Le basi poetiche della mente – Riza Scienze, n. 19 – Riza, Milano, 1988;

Morelli R. – Il Talento – Come scoprire e realizzare la tua vera natura – Riza, Milano, 2004;

Pessoa F. – Il Libro dell’Inquietudine di Bernardo Soares – Universale Economica Feltrinelli, Milano 2006;

Scheffer M. – Terapia con i Fiori di Bach – Quaderni del Viveremeglio, Muova Ipsa Editore, Palermo 1997;

Stanislavskij K. S. – Il lavoro dell'attore, Laterza, Bari 1982

Tolio G. – Il linguaggio dei Fiori – I rimedi floreali italiani Flos Animi – Tecniche Nuove, Milano 2004;

Vincent L. M. – Competere con la Silfide – Ed. Di Giacomo, 1980;

White I. – Essenze floreali australiane – Bush Flower Essences per ritrovare serenità e benessere – Tecniche Nuove, Milano 2004;

Zanardi M. – I fiori himalayani – I nove rimedi naturali che risvegliano le energie racchiuse nel corpo – Riza Scienze n. 170 – Riza, Milano, 2002. 

ISTITUTO RIZA
SCUOLA DI FLORITERAPIA DI MILANO

Tesi finale del triennio del Corso di Floriterapia anno 2004 – 2006

Titolo: LA FLORITERAPIA PER GLI ARTISTI

Autore: VALENTINA PAGANO

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